Lo chef Peppe Guida fra qurantena e futuro del food

Anna Orlando su Food Makers

Anna Orlando, su Food Makers, conversa con Peppe Guida, il noto chef patron di Antica Osteria Nonna Rosa a Vico Equense e di Villa Rosa.

Peppe Guida parla del Coronavirus e di come nessuno avrebbe potuto prevedere un cambiamento così repentino e profondo nelle nostre vite; dell’impatto che questo sta avendo sull’enogastronomia e sul turismo; di come trascorre il tempo in casa e dell’uso degli strumenti digitali che sta facendo per rimanere in contatto con il mondo esterno e, in particolare, con le persone che lo amano e lo seguono. Secondo Guida, sarebbe stato meglio chiudere tutto e subito.

Spero che si abbandoni l’eccesso, in tutto. Anche in cucina. Secondo me, il cambiamento sarà epocale: si ritornerà ad una cucina più semplice, con meno fronzoli. Si ritornerà all’essenziale, alla ricerca dei prodotti, ai piatti semplici, alla buona tavola come si intendeva una volta.

È importante sottolineare che anche Peppe Guida, come molti altri chef, indica nel consumo di prodotti e servizi italiani, favorito dalla chiusura delle frontiere, la strada di una possibile ripresa .

Dovremo pensare italiano, comprare italiano, dare spazio ai produttori locali, quelli che ora soffrono di più perché non sono dentro la grande distribuzione. Il turismo è sempre stata la nostra forza e da lì bisogna ripartire: facciamo le vacanze in Italia, abbiamo mare, montagna, cultura. Siamo ricchissimi!

Quello cui accenna Guida è uno scenario che stiamo ascoltando sempre più spesso, e probabilmente è anche la conseguenza sensata di una crisi globale difficilmente gestibile altrimenti. Queste, tuttavia, sono le parole di uno chef. Ciò che viene da chiedersi è che cosa comporterà realmente una decisione collettiva di questo tipo (che è anche, soprattutto, un preciso indirizzo politico).