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Destinazione: Pollena Trocchia, loc. Carcavone. Ore 9:10

Sono settimane che cerco l’aggancio, la persona che abbia non solo la notizia giusta, ma che possa anche condurmi lì dove le mie ricerche avranno finalmente termine.

Sto cercando le capre del Vesuvio.

Sono sicuro che sono da qualche parte lì, sul Somma, a pascolare, e non mi arrendo all’idea che siano davvero scomparse.

Recuperarle significherebbe portare il formaggio prodotto col loro latte sulle mie pizze. Un altro pezzo del #VesuvioCheVive nel mio percorso di ricerca.

Però questa mattina accade l’inaspettato: alle 9:10 squilla il telefono.

Guardo sullo schermo: è Gennaro, un amico che conosce molto bene le nostre campagne perché porta a domicilio i prodotti agricoli. Potrebbe essere la volta buona. Speriamo.

“Luigi, l’ho trovate”.

“Che cosa?”. Cado dalle nuvole. È presto, ho appena preso il caffè ma non ancora mi sento pronto a ricevere notizie emozionanti.

“Le capre, Luì, le capre!”, sbotta lui, tra il festoso ed il sorpreso che non ci abbia pensato subito.

“Oddio! E dove, dove stanno?”, chiedo trafelato.

“A Pollena, Luì, nella zona del Carcavone. Ci vediamo fra mezz’ora al bar? Ti ci porto io!”.

E così mi vesto in un batter d’occhio, saluto la famiglia che mi osserva come un alieno e m’infilo in macchina in un baleno. In pochi minuti sono al nostro solito bar.

Gennaro mi accoglie con un grande sorriso e da lontano la prima cosa che mi dice è un’esclamazione ad alta voce: “So’ proprio belle, Luì, dovessi vedere che latte che fanno!”.

 Eccomi con “Vesuvietta”, una capra del Vesuvio.

Dopo mesi di ricerca, ce l’ho fatta!